leggermente contemporaneo II – slightly contemporary

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Testi :

  • Angela Vettese Si fa con tutto – Il linguaggio dell’arte contemporanea, Bari, Laterza, 2010
  • Francesco Bonami Lo potevo fare anch’io – Mondadori – 2009


“La mia operazione è stata il più delle volte una sottrazione di peso; ho cercato di togliere peso ora alle figure umane, ora ai corpi celesti, ora alle città; soprattutto ho cercato di togliere peso alla struttura del racconto e al linguaggio” diceva  Calvino nelle Lezioni americane. E tanto ci viene in mente dopo la lettura di alcuni testi di importanti curatori, esperti (studiosi non esiste più, sa di peso), di arte contemporanea.
Ma perché gli stessi, magari introducendo il catalogo di una loro mostra diventano “pesanti”, strutturati, mentre quando danno la loro visione generale del contemporaneo si sentono  leggeri?

E perché un nostro caro filosofo, Agamben, risulta convincente quando s’interroga su cosa sia il contemporaneo, ma va fuori giri se scrive di arte contemporanea?

Scrivendo di un pensatore apprezzabile come Sismondi, Marx disse “Egli giudica in modo convincente le contraddizioni della produzione borghese, ma non le capisce”. Il contemporaneo si mostra, semmai si valuta, ma non si indaga, non si capisce. Non perché sia incomprensibile, ma perché si butta avanti nella sua realtà oggettuale, s’incasella, forse, si lega (una citazione non si rifiuta a nessuno) ma non si può riflettere.




Non riguarda solo l’arte ma, ad esempio, la politica. Chi proprio non ha di meglio da fare provi, come ha fatto Alessandro Leogrande (lo straniero) e come abbiamo fatto noi,  a mettere a confronto due scritti che si cimentano con lo stesso pensatore a quasi 30 anni di distanza : Matteo Renzi nell’introduzione a Destra e Sinistra di Bobbio e Bettino Craxi nel Saggio su Proudhon (1978). “Come sia finita la parabola craxiana è noto a tutti. Ma se dovessimo rimanere al solo aspetto testuale …… beh, il confronto è davvero impietoso”. La differenza non è, però, tra livelli diversi di qualità, ma  tra struttura e velocità, pesantezza e leggerezza nell’ interpretazione del decisionismo in tempi, questi si, diversi..

Forse le cose sono più profonde, per quanto stiamo immersi in una gioiosa, o melanconica,  superficialità e la profondità, semmai, risulta essere solo un incastro di superfici. Il povero Lukacs, in un suo brutto articolo, ci soccorre. Prende un “dotto” del suo tempo, Max Weber : economista, sociologo, storico, filosofo, politico. Esperto di tutto, a suo agio in tutti i campi dell’arte e della sua storia.  “Eppure non c’è in lui neppure l’ombra di un vero universalismo… poiché mai realizzò una sintesi di questa sociologia con questa economia e con questa storiografia, era necessario che la separazione specialistica di queste scienze restasse intatta anche nella sua testa”. Come mai siamo di fronte a questa dissociazione? Dice L. che la divisione sociale del lavoro non colpisce solo gli sfruttati, ma anche gli sfruttanti. Li condiziona, anche se le loro   vite sono, naturalmente, diverse.

Dicono i 99 posse “la mia testa è un focolaio di sovversivi”. Focolai appagati e sconnessi si muovono nei nostri cervelli irrorati dal Mercato. Potrebbe, ognuno di noi, dire come Sir Bradley Wiggins (ciclista che pure un Tour l’ha vinto) : “I’ve always been a bit of all trades, master of none”?

Il nostro cervello diviso divide anche i linguaggi. Solo che una lingua tecnicamente sempre più specifica, sempre più alteramente concentrata, riduce i suoi termini, come a diventare esoterica. Involontariamente si pone come comprensibile agli altri che la parlano, nella Babele delle molte micro tecniche, incomprensibile ai più. Ma interessa essere comprensibile ai più? A seconda del Mercato. Se voglio parlare ai miei pari, allora uso un regime linguistico, se intendo vendere un altro. Dalla purità al creolo il passaggio è breve, millimetri del mio cervello. Il Mistero che vela il segreto profana la sua verità, ossia la semplice vita (Magris).

C’è qualcosa di vero nella leggenda che vuole che dormendo vicino ad un libro se ne assumono i contenuti. Già avevamo scritto queste righe quando ci è capitato di prendere in mano “Eroi ed antieroi nell’arte tedesca” di Marco Minnini.  Citiamo : “Potremmo affermare che Feldmann è un manierista, mentre Kiefer è il muscoloso Buonarroti dei nostri tempi. Medardo Rosso contro Rodin. Monsieur Hulot contro Schwarzenegger. E naturalmente anche una vecchia storia: Davide e Golia…”.  Ovvero un testo che fa scontrare il leggero Feldmann con il pesante Kiefer. Come mai, però, quando una delle opere a maggiore densità di pesantezza del duro Anselm, “i 7 palazzi celesti”, viene fotografata si fa di tutto per alleggerirla? la stessa riflessione vale per una delle performance più crude che abbiamo recentemente visto. Il video del lavoro poteva essere tranquillamente il trailer di un film con Brad Pitt.

Ma parlando di leggerezza, mentre sotto il nostro ufficio, un rigurgito novecentesco propone una discussione in libreria su Baudelaire, sicuro pesante, e per non essere noi pesanti, ci sà è meglio approfittare che oggi c’è il sole. Leggero è chi il leggero fa.

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“My working method  more often is  a subtraction of weight; I have tried to remove weight, sometimes from people, sometimes from heavenly bodies, sometimes from cities; above all I have tried to remove weight from the structure of the narrative and language, “said Calvino in American lessons . And so there comes to mind after reading some texts of important curators, experts (scholars no longer exists, you know weight) of contemporary art.

But why when they do the same, perhaps by introducing a catalog of their shows become “heavy”, structured, and when they give their overview of the contemporary feel lighter?

And why our dear philosopher, Agamben, is convincing when as to what the contemporary is, but it turns out if writes about contemporary art?

When he  is Writing about  a thinker valuable as Sismondi , Marx said , “He  judges in a convincing way the contradictions of bourgeois production , but  does not understand it .” The contemporary shows , if anything, can be assessed, but you don’t investigate it, not understand it . Not because it is incomprehensible , but because it is thrown forward in its objective reality ,  perhaps, is bound ( a quote does not refuse anyone) but you can not think.

Not only in art, but such policy . Those who do not have better things to do try, as did Alexander Leogrande ( the stranger ) and as we did , to compare two writings that compete with the same thinker nearly 30 years later : Matteo Renzi introduction Right and Left of Bobbio and Bettino Craxi in An Essay on Proudhon (1978). ” How it ended the parable craxiana is known to all . But if we were to remain on the  only textual aspect …… well , the comparison is really pitiful . ” The difference is not  between different levels of quality , but  structure and speed , the heaviness and the lightness in the interpretation of decisionism .

Maybe things are deeper . As we are immersed in a joyous or melancholy superficiality,  and depth , if anything , appears to be only an interlocking of surfaces. The poor Lukacs , in his bad article, helps us . It takes a learned of his time , Max Weber : economist , sociologist , historian , philosopher and politician. Expert in all , at ease in all fields of art and its history. ” And yet there isn’t in him, not even the shadow of a true universalism … because never realized a synthesis of this sociology with this economy and with this history , it was necessary that the separation of these specialist science remained intact even in his head ” . How come we are faced with this dissociation ? L. says that the social division of labor not only affects the exploited, but also harnessing . Conditions them , even if their lives are, of course , different .

99 posse says ” my head is a hotbed of subversion .” Outbreaks satisfied with uneven move into our brains sprayed from the Market. Could each of us , like say Sir Bradley Wiggins ( a cyclist who won the Tour ) : “I’ve Always Been a bit of all trades , master of none ” ?

Our  divided brain also divides languages . Only a language that technically ever more specific , with focused haughtily who reduces its terms,  as to become esoteric . Involuntarily arises as understandable to others who speak in the Babel of many microtechniques , incomprehensible to most people. But it ‘s interesting to be understandable to most people ? Depending on the market . If you want to talk to my equals, then use a language system , if you intend to sell another . From the purity Creole passage is short , millimeters of my brain. The mystery that veils the secret profane its truth , that is the simple life ( Magris ) .

There is some truth in the legend that says that sleeping next to a book, we take their content . We had already written these lines when we happened to read ” Heroes and anti-heroes in German art ” by Marco Minnini . We quote : ” We could say that Feldmann is a mannerist , while Kiefer is the muscular Michelangelo of our times. Medardo Rosso against Rodin. Monsieur Hulot against Schwarzenegger. And of course, an old story : … David and Goliath . ” A text that makes the slight Feldmann collide with the heavy Kiefer . As ever , though, when one of the highest density’s works of the heaviness of the hard Anselm , ” 7 celestial palaces ” , is photographed everything is being done to lighten it ? We thinking the same  for a more raw performance that we have seen recently .   the  video of  work could easily be a trailer for a movie with Brad Pitt.

But speaking of lightness , while under our office , a resurgence in the twentieth century offers in library a discussion on Baudelaire  , secure heavy, and for us,  not to be heavy , it is best to take advantage of today’s  shining sun .sLight is the slight who does.

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