2 – 3 cose che so di lei / 2 – 3 Things i Knows About Her (treasures from the wreck of the unbelievable)

TREASURES FROM THE WRECK OF THE UNBELIEVABLE

PALAZZO GRASSI, PUNTA DELLA DOGANA 09/06 – 03/12/2017

italian/english version

Oggi si inaugura la mostra di Damien Hisrt a Palazzo Grassi e Punta della Dogana. Noi abbiamo avuto la fortuna di partecipare alla presentazione e quindi già abbiamo pubblicato la nostra recensione su alcune riviste (siamo plurimi, abbiamo varie idee) . Scriveremo dove trovarle, ma nel frattempo, senza volerci sovrapporre alle vostre impressioni, vi scriviamo 2 o 3 cose, da come secondo noi è utile vedere la mostra a dove bere uno spriz nei dintorni senza essere dissanguati.

Today opens the exhibition of Damien Hisrt at Palazzo Grassi and Punta della Dogana. We have been fortunate to attend the presentation and then we have already published our review of some magazines (we are plural, we have several ideas). We will write where to find them, but in the meantime, without wanting to superimpose your impressions, we write 2 or 3 things, from what we believe  is useful to see the exhibition to where  drink one spriz around without being bled

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  1. Iniziate da Punta della Dogana. La mostra è uno stranezza perché propone una storia. Una fiaba. Secondo noi, il modo migliore per essere sorpresi, per cogliere fino in fondo quello che ci viene proposto, è partire da lì. Perché tante cose si giocano nel rapporto tra dimensioni, materiali, video ed immagini. Se si fa il percorso contrario si rischia che alcune installazioni risultino meno sorprendenti.
  2. La mostra è un’ enormità quantitativa. La storia, ormai stranota, è l’esposizione di un ritrovamento di una nave antica sommersa. Ci sono 200 lavori. Certamente se li guardiamo con cinismo, molte teche, molti “reperti” non stanno nella categoria opera d’arte. Non hanno senso né le comprendiamo. Ma stanno nel racconto, in un ritrovamento ci sono ori, argenti ma anche conchiglie (in questo caso finte), ecc. Il nostro consiglio, visto che alla presentazione alcuni ne dicevano male, è di guardarle tutte con attenzione, di capire che in un tale grandezza alcune cose di contorno reggono la mostra, la rendono una storia credibile riportandola alle esperienze da tutti noi vissute in un qualunque museo. Poi, se le guardate bene, hanno delle peculiarità, delle stranezze, che altrimenti ignorerete.
  3. Non fate i cinici. Qua non ci sta il: “l’avrei fatto anche io” o  il: “bello l’allestimento”. Non siamo in una mostra minimalista, in cui si risparmia sul gesto, sull’impianto, sui materiali. L’arte povera è fuori, qua c’è opulenza. Credete alla storia che vi raccontano. Poi se volete potrete fare i razionali che dicono che le spugne sono finte, che la spada non s’è rotta sotto l’acqua ecc. La mostra si gioca su questo. Se tutto vi sembra finto la mostra è fallita, se non vi sembra plausibile crederci, allora son soldi sprecati. E torneremo ai muri con 3 quadri e 4 disegni su muro bianco, in cui spesso non si può mettere un chiodo.

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  1. Se avete soldi questo punto saltatelo. Ma se ci avete dato retta, non siete ricchi e volete bervi uno spriz a Venezia partiamo da Punta della Dogana. Lato ponte dell’accademia non c’è nulla per noi. Altro lato, Zattere e Accademia, fate la strada, proseguite quei 500 metri oltre l’indicazione per San Marco e troverete un chiosco, sul lungomare . Saltate tutto e fermatevi lì. Per quanto chiosco comunque ha un bagno, in una casa lì vicino. Se invece siete già a Palazzo Grassi, uscendo trovate una stradina che vi porta in Campo Santo Stefano (spriz minimo 5 euro). Guardate alla vostra sinistra. Al lato della piazza c’è una altra stradina parallela a quella avete fatto. Lì ci son 2 locali tipici con ottimo spriz e fritture (anche vegetariane). Da Palazzo Grassi lungo il percorso verso stazione/piazzale Roma (seguite le frecce gialle) a un certo punto attraverserete un ponte in cui troverete al lato sinistro delle bandiere (italiana, europea e veneta) che segnano 2 licei che si affacciano ai due lati del canale. Voi prendetevi una pausa, lasciate il ponte e buttatevi a sinistra. 200 metri e troverete gente con un bicchiere poggiato al bordo del ponte successivo. Spriz e stuzzichini a poco prezzo. In caso, all’andata come al ritorno, troverete il ponte dei Pugni, dove la comunità veneziana si prendeva a botte, e il bar dei pugni, fronte voi. Oppure, se proprio siamo senza un soldo e vogliamo buttarla via, dal chiosco dell’inizio proseguite sempre verso la stazione. Troverete i bar dei cinesi vicini all’Università. Ma state attenti all’ Aperol che ci buttano dentro.
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  1.  Start from Punta della Dogana. The exhibition is a  oddity  because it offers a story. A fairy tale. In our opinion, the best way to be surprised, to reach the bottom of what there is proposed is start from there. Because so many things are played out in the relationship between the size, materials, videos and pictures. If you do the opposite path, is likely that some installations can  be less surprising .
  2. The exhibition is an enormity. The story, now is known, is the  exposure of a finding of a sunken ancient ship. There are 200 works. Certainly if we look at them cynically, many Teche, MANY “finds”  are not in the category Work of Art. They have no sense, they will not be sold. But They’re in the story, in a discovery there are gold, but also Argenti shells (in this case fake),  etc. Our advice, considering that at the presentation someone considered it negatively, is to  is to look at them with attention, to understand that in this big performance are the outline things that hold the exhibition  , make it a believable story bringing it back to the experience,  experienced by all of us in any museum. Then, if you look good, they have some peculiarity, that otherwise you would not see.
  3. Don’t do the cynics. Here there is not: “I would have even done it myself” or “nice  the preparation.” We are not in a minimalist exhibition, where you will save on gesture, on the design, with the materials. The poor art is outside, there is opulence here. Believe to the story they tell you. Then, if you want, you can make rational,  said the sponges are fake, that the sword he has not broken under water and so on. The exhibition is played on this . If everything seems fake the show is failed,  if there seems not plausible to believe it,  they are  only wasted money. And we will return to the walls with  3 or 4 pictures on a white wall, which often can not

  4. If you have money skip this point. But if you heed, you are not rich and want Berva One Spriz in Venice start from Punta della Dogana. Side Academy Bridge There is nothing for us. Other Side, Zattere and Accademia, Walk down that road , continue just 500 meters after the indication for San Marco and you will find a kiosk on the seafront. Stop there. If you need it  has a bathroom in a house nearby. If you are already at the Palazzo Grassi, leaving it you find a  backstreet that brings you to Campo Santo Stefano (Spriz minimum 5 euro). Look to Your Left. At the side of the square There is a parallel road to that you Have Done. There, there are two local restaurants with excellent Spriz and fried food (including vegetarian). From Palazzo Grassi en route to Station / Piazzale Roma (follow the yellow arrows) you will cross a bridge where you’ll find, at the left side, some Flags (Italian, European and Venetian) That mark 2 high schools that yes overlook the two sides of the channel. Take a break, let the bridge and turn at Left. 200 meters and you will find people with the glass leaning on the edge of the deck next. Spriz and snacks with a little money. In case, both the outward than the return , you will find the Ponte dei Pugni, where Venetians were challenged each other to punch , and the “Bar ai Pugni”, facing you. Or, if you are penniless , from the initial kiosk go to the station (as always following the signs). You will find the bar of the Chinese near the University. But careful to the Aperol that they throw inside.

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